Bisogna fare sprint a fine allenamento?

Scattare da stanchi non rende più veloci, ma prepara al finale di partita. Quando allenare la velocità, dove collocare questi sprint e come dosarli.

Thibaud C. · Preparatore atletico · Ultimo aggiornamento: 29 settembre 2026

Fine seduta, giocatori stanchi: si lanciano sprint «per guadagnare velocità». Per sviluppare la velocità è il momento sbagliato. Eppure questi sprint hanno il loro posto a fine seduta, ma con un altro obiettivo: preparare i giocatori a ciò che succede a fine partita.

❌ L'errore — mettere gli sprint a fine seduta credendo di sviluppare la velocità pura o l'esplosività.

Perché è un problema

Stanco, il giocatore non riesce più a raggiungere la sua velocità massima: scatta all'80 o 90 % delle sue possibilità. Ma la velocità pura progredisce solo andando il più veloce possibile. A fine seduta si allena quindi altro, la capacità di ripetere sprint in stato di fatica, ma non si rende il giocatore più rapido.

L'errore quindi non è fare sprint a fine seduta: è aspettarsene un guadagno di velocità. Per diventare più veloci bisogna essere freschi.

Per capire — due obiettivi, due momenti

La velocità e l'esplosività dipendono soprattutto dal sistema nervoso, che comanda ai muscoli di contrarsi in fretta e con forza, tutti nello stesso momento. È quando il giocatore è fresco che questo comando è più rapido: è quindi lì che si cerca di andare più veloci. Uno sprint al massimo attinge inoltre a una riserva di energia immediata, che si svuota in pochi secondi e impiega diversi minuti a ricostituirsi.

Il finale di partita, invece, si gioca su gambe stanche: anche negli ultimi minuti arrivano sprint decisivi, e gli infortuni muscolari si verificano più spesso a fine tempo, quando la fatica si fa sentire. Gli sprint a fine seduta riproducono queste condizioni: il corpo si abitua a scattare stanco, il che può contribuire a proteggerlo il giorno della partita, a condizione di aumentare la dose gradualmente.

ObiettivoMomentoCome
Sviluppare la velocità puraInizio seduta, subito dopo il riscaldamentoGiocatore fresco, sprint brevi al massimo, recupero completo
Preparare il finale di partita (prevenzione)Fine sedutaQualche sprint in stato di fatica, a piccole dosi, aumentate di settimana in settimana

Cosa fare invece

Un esempio concreto

Sviluppare la velocità riscaldamento → 6-8 sprint rec. completo → il gioco, il volume Inizio seduta, giocatore fresco: è lì che diventa più rapido. Preparare il finale di partita riscaldamento → il gioco, il volume → 3-4 sprint in stato di fatica Fine seduta, voluti e dosati: il corpo si abitua a scattare stanco.
Gli stessi sprint, due momenti, due obiettivi: freschi per guadagnare velocità, stanchi per preparare il finale di partita.

Per guadagnare velocità: riscaldamento → 6-8 sprint di 20-30 m con recupero completo → POI il gioco e il volume. Il giocatore scatta fresco, al 100 %: è questo che lo rende più rapido.

Per preparare il finale di partita: la seduta si svolge normalmente, poi 3-4 sprint di 20-30 m in stato di fatica, con circa un minuto di recupero tra uno e l'altro. Si parte da questo volume ridotto, poi lo si aumenta gradualmente da una settimana all'altra. Non si cerca di battere un cronometro: si abitua il corpo a ciò che vivrà negli ultimi minuti della partita.

✅ Da ricordare — fare sprint a fine seduta non rende più veloci: per questo bisogna essere freschi. Ma sprint dosati e progressivi in stato di fatica preparano i giocatori al finale di partita e contribuiscono alla prevenzione degli infortuni.