Che cos'è la periodizzazione tattica?

La periodizzazione tattica spiegata in modo semplice: il principio che organizza l'allenamento attorno al modello di gioco, e la divisione della partita in quattro fasi.

Thibaud C. · Preparatore atletico · Ultimo aggiornamento: 26 settembre 2026

Oltre 30 anni fa, un professore universitario portoghese, Victor Frade, ha proposto un'idea semplice da enunciare ed esigente da applicare: allenare fisico, tecnica, tattica e mentale insieme, in uno stesso esercizio, invece che ciascuno per conto proprio.

È un ribaltamento del punto di vista rispetto all'allenamento classico — nello stesso spirito di quanto ha sostenuto in Francia Gilles Cometti, il preparatore fisico che ha spinto ad avvicinare il lavoro atletico al gesto reale dello sport invece di isolarlo.

Per lui, il calcio e le sue componenti non si possono dissociare. Classicamente si lavora il fisico, o la tattica, o il mentale, o la tecnica… a volte 2 componenti insieme, ma mai le 4 contemporaneamente. La periodizzazione tattica, invece, vuole lavorare tutte le componenti insieme — essendo ogni componente dipendente dalle altre, come interconnesse. Il punto di vista è più globale.

Questo metodo parte dal principio che la separazione abituale delle componenti dell'allenamento (preparazione fisica, tattica, tecnica, preparazione psicologica) non sia pertinente.

In concreto, tutto si organizza attorno a un morfociclo: una settimana tipo che si ripete tra due partite. Al suo interno, ogni seduta ha una dominante — un giorno più orientato alla forza e alle azioni corte, un altro più alla resistenza, un altro più alla velocità e alla freschezza prima della partita. Questa settimana tipo è descritta in un modulo dedicato; per ora tieni presente che il morfociclo è l'unità di base del metodo.

La suddivisione in quattro fasi di gioco

In questo metodo, fisico, tattica, tecnica e mentale devono quindi essere allenati insieme. In compenso, per Frade è pertinente dividere gli allenamenti parlando di quattro fasi di gioco:

Le quattro fasi di gioco formano un cicloAttaccoAbbiamo la pallaTransizione att-difPerdiamo la pallaDifesaNon abbiamo la pallaTransizione dif-attRecuperiamo la palla
Le fasi si concatenano in ciclo: si passa dall'attacco alla difesa attraverso la transizione attacco-difesa (perdita della palla), e viceversa attraverso la transizione difesa-attacco (recupero).

Sulla base di questa suddivisione è possibile stabilire principi di gioco che formeranno alla fine la filosofia di gioco della squadra. Questi principi sono però difficili da comprendere per i giocatori e devono tradursi in sottoprincipi, che a loro volta possono essere divisi in altri principi più facili da assimilare.

I principi di gioco devono tenere conto dello stile di gioco voluto dall'allenatore. Anche se si lavorano tutte le componenti della prestazione insieme, la tattica resta la componente centrale di questo metodo.

Perché dividere in fasi di gioco?

Questa divisione ha l'obiettivo di permettere ai giocatori di confrontarsi durante gli allenamenti con situazioni che potranno incontrare in partita.

Bisognerà quindi sviluppare esercizi che si avvicinino alle condizioni di gara e che permettano ai giocatori di capire come devono organizzarsi per rispondere a questa o quella situazione. Ciò richiede che l'allenatore stabilisca un progetto di gioco chiaro.

Di cosa deve tenere conto l'allenatore

Il piano di gara è la preoccupazione principale di questo metodo. Vedremo nella sottopagina "Come costruire il proprio modello di gioco" come impostarlo in concreto.

Attualmente la utilizza la maggior parte degli allenatori portoghesi (Mourinho, Villas-Boas, Jardim, Sousa…) e numerosi allenatori di tutto il mondo cominciano anch'essi a usarla o a interessarsene.